Ernani
Giuseppe Verdi

ITALIANO

SILVA
Che mai vegg'io! Nel penetral più sacro
di mia magione, presso a lei che sposa
esser dovrà d'un Silva,
due seduttori io scorgo?
Entrate, olà, miei fidi cavalieri.
entrano cavalieri e famigli, Giovanna ed Ancelle
Sia ognun testimon del disonore,
dell'onta che si reca al suo signore.
fra sé
(Infelice!... e tu credevi
sì bel giglio immacolato!...
Del tuo crine fra le nevi
piomba invece il disonor.
Ah! perché l'etade in seno
giovin core m'ha serbato!
Mi dovevan gli anni almeno
far di gelo ancora il cor)
a Carlo ed Ernani
L'offeso onor, signori,
inulto non andrà.
Scudieri, I'azza a me, la spada mia...
I'antico Silva vuol vendetta, e tosto...
Infin che un brando vindice
resta al vegliardo ancora;
saprà l'infamia tergere
o vinto al suol cadrà!
Me fa tremante il subito
sdegno che mi divora...
cercando il sen del perfido
la man non tremerà.

DEUTSCH

Unglücklicher, und du glaubtest

Kavatine des Silva
im ersten Akt von Verdis Ernani.
Der greise Silva, künftiger Gatte Elviras, erkennt, dass sich die um Elviras Gunst buhlenden Carlo und Ernani in sein Haus eingeschlichen haben.

HISTORISCHE INTERPRETATIONEN

Nazzareno De Angelis, 1908